02 Agosto 2021
Spegnere la caldaia se si va in vacanza?

Conviene spegnere la caldaia quando si va in vacanza? Si risparmia? Per ogni abitazione e stagione ci sono diverse indicazioni.

Che fare quando si parte per le ferie?

Nel periodo estivo sono molte le famiglie che trascorrono le vacanze lontano da casa. Le vacanze, che durino settimana oppure un mese, si accompagnano sempre a qualche piccola preoccupazione. Le piante le affidiamo a un parente o a un vicino fidato, gli animali li portiamo con noi, al giardino pensa l’impianto d’irrigazione programmato e… con il gas? Che fare?

Sicurezza e risparmio sono due motivi per i quali in molti scelgono di spegnere la caldaia prima di andare in vacanza.
Un tempo si poteva temere che in caso di interruzione dell’afflusso di gas, alla ripresa della fornitura, il gas stesso potesse eventualmente diffondersi in casa senza essere bruciato dalla fiamma pilota. Oggi i sistemi di sicurezza dei quali sono dotate le caldaie Immergas e tutti i generatori a gas, sono tali per cui ormai, non è più necessario spegnere del tutto l’impianto.

 

Con le caldaie moderne non è più necessario

Oggi il sistema di accensione delle caldaie moderne non dipende più dalla fiamma pilota ma da un cosiddetto pilot piezoelettrico; in pratica da una resistenza che si regola elettronicamente aumentando la sicurezza per quanto riguarda la possibilità di fughe di gas.

Per tutti coloro che possiedono ancora una caldaia non recente e che ha ancora la fiamma pilota, i consumi di gas annuali imputabili alla sola fiammella ammontano a circa 60/70 metri cubi di metano.

 

Attenzione alle case in montagna

Per motivi di sicurezza e per evitare consumo inutile è piuttosto il caso di valutare se spegnere e svuotare l’impianto di abitazioni che si trovano in luoghi dove le temperature possono scendere parecchio sotto lo zero.
Chi abita o possiede una casa vacanze in alta montagna dovrebbe prestare attenzione per evitare l’acqua contenuta nei tubi possa ghiacciarsi.

 

Che fare con l’acqua?

Naturalmente la formazione del ghiaccio, che ha un volume maggiore dell’acqua, esercita un’azione di pressione su condutture e rubinetti e può causare guasti o rotture. Quando poi la temperatura tornasse sopra lo zero, l’acqua tornerebbe libera di uscire dai tubi rotti o da rubinetti forzati allagando l’appartamento, con conseguenze poco piacevoli.

Per limitare incidenti di questo tipo è buona norma chiudere il rubinetto d’ingresso dell’acqua, di solito posizionato appena dopo il contatore, e aprire poi tutti i rubinetti di casa per svuotare l’acqua dai tubi.

 

In inverno, antigelo o temperatura minima costante?

Per quanto riguarda la sicurezza dell’impianto di riscaldamento spento in periodi gelidi, è necessario contattare l’idraulico per fare inserire il liquido antigelo. Bisogna poi accendere l’impianto e lasciarlo funzionare per alcune ore in modo che il liquido si distribuisca uniformemente nei tubi e negli eventuali termosifoni. Il liquido antigelo consente di avere una sicurezza assoluta anche in caso di interruzione dell’energia elettrica. Un’altra strategia è quella di mantenere in funzione la caldaia ma con il termostato ambiente impostato a una temperatura di 5/6 °C in modo tale da far partire l’impianto di riscaldamento solo in condizioni di forte abbassamento della temperatura con il rischio di gelate.

Per finire, è il caso di ricordare che esistono semplici sistemi di comando telefonico dotati di SIM che consentono di monitorare la temperatura a distanza e di far partire la caldaia per periodi limitati, ad esempio per anticipare il riscaldamento quando si parte per le vacanze invernali.

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